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Cercavo il sentiero della volpe...e ho trovato le tracce di una volpe

 



 

 

Escursione alla ricerca del sentiero...e della volpe!!

Versione provvisoria senza foto)

 

 

Indovinello:

Se cerchi la traccia del sentiero della Volpe e perdi il sentiero cosa trovi?

Elementare Watson :

La traccia della volpe!?

Ma a me è successo veramente!

Dovete anzitutto sapere che io Marsia la vedo da casa,dalla terrazza: ecco una foto:

 

 

 ma ci sono troppe antenne e poi devo zummare su Marsia!

 

 

Aspettate che zoommo e le levo!

Servirà almeno un 480 x (elettronico naturalmente, anche se si perderà un po’ di definizione!)

 

Ecco fatto!

 

 

 

 

Quella neve che si vede là è proprio la Piccionara!

Ci ho aggiunto un po’ di scritte tanto per orientare ed invogliare !

 

  

Me la sogno spesso.

In particolare i sentieri ‘ veramente, alla nascita della stazione sciistica di Marsia, La Volpe’, Lo Scoiattolo’ e Il Picchio erano stati pensati, dall’ Ing. Rubino  - l’inventore di cotanto sogno! -   come piste di raccordo. 

Ed ecco, fotografato a casa di Luciana Rubino, lo schema originario!

 

  

 

In particolare ‘ La Volpe’ era pensata per quanti, sciando alla seggiovia, volevano raggiungere, al termine della discesa, la pista blu della sciovia Valle Marsicana (era quella che dalla partenza si svolgeva sulla sinistra, rasentava la valletta delle ville Raciti e Ciccarelli, attraversava poi la sciovia ‘ era stato questo particolare che ne aveva in seguito decretato la chiusura ‘ per congiungersi poi con la pista rossa, dove si facevano gli Slalom - Grande slalom e Slalom Speciale ‘ in uno arrivai terzo con 31’ netti!) e quindi concludersi con l’arrivo, che allora non era in fondo alla valle, ma sul costone precedente, ancora ai margini del bosco: tanto per aggiungere un pizzico di difficoltà molto ‘ marsicana ‘. Non per nulla scrive Ferdinando Cervelleri ‘ nel suo bellissimo libro di memorie fotografiche ‘Tagliacozzo bella’  -  che lo SCI CLUB MARSIA era temutissimo in tutta la regione ed anche fuori!

Perciò ero andato a letto con l’idea di rintracciare, l’indomani, sci e scarponi d’alpinismo ai piedi, pelli di foca sotto gli sci, la traccia invernale del sentiero della volpe.

Chi m’avrebbe detto che , perso il sentiero avrei incontrato ‘la traccia della volpe’

Ma bando agli scherzi!

Mi sono svegliato , ho aperto la finestra ed ho avuto un certo scoramento!

 

 

 

Ma magari era troppo presto! E quante volte era successo che più tardi, dopo colazione, magari il tempo migliorava?

In ogni caso un bel caffettino ristoratore e poi la colazione, senza aprire i portelloni dell’altra stanza per conservare la speranza!

Li apro dopo colazione: altra delusione! La prospettiva è cambiata ma il tempo no!

 

 

Il tempo non accenna a migliorare.

Provo a mettermi il cappello da alpino; visto mai?

 

 

Intanto vado a preparare gli sci da alpinismo, quelli che ho ereditato, insieme agli scarponi, dallo zio Anselmo, che era medico del Soccorso Alpino a Levico (Trento).

Attacco le pelli di foca, controllo l’attacco basculante, metto lo scarpino interno ( il bello dello scarpone da alpinismo è che lo scarpino interno è a sua volta uno stivaletto a tutti gli effetti! ) e torno a casa, scafo degli scarponi in mano, a preparare il piccolissimo zainetto con panino, vino, e macchina fotografica e soprattutto a controllare la situazione meteorologica!

Miracolo!

 

 

 

Il cielo si è aperto e Monte Midia è veramente incoraggiante.

Si parte!

Mi dirigo alle villette Raciti-Ciccarelli, attraverso la piccola valle dove d’estate giochiamo a freesby, poi devo dirigermi a sinistra, percorrere in salita la vecchia pista blu della Valletta Marsicana  e - quando questa gira a destra verso l’arrivo della sciovia che già s’intravede tra gli alberi spogli -  prendere invece la discesa, che tende a sinistra.

Arrivo così ad un evidente volubro ‘ imbuti, verdi d’estate ma un po’ pericolosi quando sono pieni di neve caratteristica saliente di queste valli fortemente carsiche ‘

Costeggiandolo a sinistra raggiungerei Cappuccetto Rosso e Scoiattolo, salendo invece sulla destra ed entrando nel bosco devo raggiungere un albero che fa da bivio: sulla sinistra si sale verso la Piccionara mentre verso destra inizia il sentiero verso Fontecellese.

 

 

 

Eccolo!

Ci appoggio i bastoncini e gli faccio una foto ricordo!

La salita da questa parte è veramente sconsigliabile: alberi, rami sassi: a scendere sarà veramente un problema! Ma intanto devo solo salire.

 

 

Maturo la convinzione che non sia prudente scendere da questa parte!

 

 

Il tempo non riesco a valutarlo nel bosco ma speriamo bene: seguito a salire e finalmente ! La Valle Mandrione ed il cielo azzurro: su in alto, dove si vede quella nebbiolina, se non sbaglio dovrebbe esserci la Piccionara!

 

 

Sosta con la scusa della solita foto e finalmente eccomi arrivato a scoprire la Valle Carseolana! Naturalmente ho già tolto le pelli di foca, per godermi anche questa piccolissima discesa dalla parte opposta (verso Pereto per capirci)!

Adesso lo spuntino è d’obbligo, e pure il sorso di vino e qualche altra foto: ricordiamoci che lo scopo era ritrovare, nella neve, e possibilmente percorrere con gli sci, la traccia del sentiero della Volpe che tante volte ho fatto d’estate.

 

Avanzando pochissimo e resistendo alla tentazione di scendere, faccio le ultime foto, questa è verso Fontecellese, che è l’ultima in fondo, proprio al centro della foto! (vedi cerchietto rosso!) purtroppo ogni tanto un po’ di nebbia ma in montagna bisogna sempre contentarsi!

 

 

 

Ma è ora di tornare: inizio la discesa in  corrispondenza al vecchio fuoripista che si faceva verso le cinque di sera, quando la Seggiovia era già chiusa, per arrivare a valle, e a casa, il più tardi possibile.

 

Naturalmente ho tolto i guanti per serrare la parte posteriore dell’attacco da sci alpinismo: li rimetto ed inizio !

 

 

 

Ma cosa intravedo lì a sinistra?

Proprio in corrispondenza della traccia del sentiero della Volpe che sto cercando?

 

 

 

 

Inconfondibili orme! 

Peccato che trafficando tra bastoncini, zaino e macchina fotografica un guanto mi copra parzialmente l’obiettivo!

Ma la documentazione, irripetibile, inconfutabile, è acquisita!

Questa non è la traccia del sentiero della Volpe! Questa è proprio la traccia di una volpe!

Inconfondibile.

Infatti la volpe, non per nulla nota per la sua astuzia, mette, ad ogni passo, la zampa posteriore nella stessa orma di quella anteriore descrivendo così l’inconfondibile traccia diritta!

Adesso dovrei percorrerlo, cancellando la traccia e dirigermi verso l’improba strada che ho fatto in salita.

Ma ormai sono troppo emozionato!

Del sentiero non me ne importa più nulla! Mi ricollego alle piste tradizionali (tanto ho lo sci alpinismo serrato!) e scendo lungo la tradizionale pista rossa della Seggiovia. Mai discesa fu più meritata!

Tra l’altro devo pure ripassare il Telemark!

Tutta l’escursione non ha richiesto più di due ore!

Dimenticavo: la prossima volta non troverò certamente la traccia di una volpe: vorrei tanto trovare e percorrere, stavolta, il sentiero invernale della volpe.

 

 

 

Guido Morosi

 

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