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Riflessioni di Pietrosanti (WWF di Tagliacozzo)

Tanto per provare a volare un pò più alto delle solite "baruffe chisotte" o "marsicane", e senza sperare che porti a nulla ma un pò per stare tranquillo con me stesso e un pò per l'orgoglio di avere tanto interlocutore,  del WWF di Tagliacozzovoglio pubblicare, col suo consenso - e disponibile a modificarla ed integrarla - una meravigliosa mail (no, non si trtatta di IncrediMail!) contenente riflessioni di Fabrizio Pietrosantidel WWF di Tagliacozzo.

  la frase che mi ha spinto è in particolare questa:

 

 I siti contenuti nelle due direttive, sono da intendersi "patrimonio dei cittadini europei" (non solo, quindi, del tagliacozzano o del cappadociano.....!!!

 

Dovrebbe diventare il logo di tutti (un po’ lungo?) ciao -----Messaggio originale-----

Da: Fabrizio Pietrosanti [mailto:faber.mountain@tiscali.it]

Inviato: lunedì 20 giugno 2011 14:09

A: Guido Morosi


 

Gentile Guido,

ci fa piacere che qualcuno si occupi di WWF, anche se solo per diffonderne le molteplici iniziative, diciamo così, "ludiche"...

Vorrei ricordare che è grazie al WWF (Gruppo Attivo di Tagliacozzo- WWF Abruzzo e WWF Italia) che le nostre montagne possono oggi godere dell'importante riconoscimento di ben cinque SIC (originariamente sette ma negli ultimi anni rivisti e accorpati in cinque); quei Siti di Interesse Comunitario che, almeno fino ad oggi, purtroppo, non hanno stimolato concreti programmi di preservazione, di gestione e promozione di così importanti scrigni di biodiversità. E' inutile ripercorrere tutta la lunga trafila che ne ha portato all'istituzione. Voglio invece informarti di quanto personalmente, su delega dell'attuale amministrazione comunale, stia facendo per dare maggior incisività alle politiche di gestione di tali importanti Siti. L'Unione Europea, in applicazione delle direttive "Habitat" e "Uccelli", ha stabilito nel 2001 che i SIC Simbruini (codice IT7110207; potete controllarne l'estensione e la tipologia degli endemismi in essi presenti consultando la Rete Siti Natura 2000 - internet/ministero dell'ambiente), in quanto sede di emergenze ambientali contenuti nelle due direttive, sono da intendersi "patrimonio dei cittadini europei" (non solo, quindi, del tagliacozzano o del cappadociano.....!!!). Obiettivo prioritario dell'UE, per il bene dei suoi cittadini, è quindi preservare tale patrimonio di biodiversità per il futuro.  Per tale motivo ha delegato i paesi membri di scegliere il modo in cui consentire tale conservazione garantendo, da parte sua, lo stanziamento economico necessario a tale fine. Sono molti anni che tali risorse giacciono bloccate perchè l'UE condiziona il finanziamento dei progetti di tutela (ma anche quelli di promozione, di sviluppo, di monitoraggio e di recupero ambientale.....) all'attivazione di un "piano di gestione" che spieghi il "modo" in cui tali risultati intendono essere raggiunti. Il territorio interessato dal SIC Simbruini abbraccia ben 17 comuni (da Pereto e Carsoli, passando per Tagliacozzo, Cappadocia e Capistrello, fino a tutta la Valle Roveto) che, fino ad oggi, non hanno emanato (ma dico, ancora purtroppo, neanche elaborato) alcun "piano di gestione". I finanziamenti comunitari di cui stiamo parlando, si muovono attraverso la "Misura

323 del Piano di Sviluppo Regionale Abruzzo 2007/2013". A tale misura, su delega affidata dai citati comuni alla Comunità Montana Marsica 1 (struttura commissariale che vede questa, la comunità Montana della Valle del Giovenco e quella della Valle Roveto destinate a divenire nel prossimo futuro un'unica realtà

amministrativa) potremo finalmente accedere solo al termine dell'iter che porterà, speriamo in tempi brevi, all'elaborazione e all'approvazione del "piano di gestione" dell'area SIC Simbruini.

Il primo incontro operativo con il quale decidere "come" tutelare i nostri territori montani, lo abbiamo tenuto venerdì scorso ad Avezzano. Erano rappresentati solo quattro tra i diciasette comuni interessati, tra cui Tagliacozzo per mezzo della delega riconducibile alla mia  persona. Si è deciso, sostanzialmente, di dare pieno mandato alla Comunità Montana nell'elaborare il piano che, speriamo entro l'autunno, dovrà essere approvato con il contributo e le eventuali osservazioni dei Comuni interessati. Con tale importante piano comunicheremo, quindi, alla regione prima e all'Unione Europea poi, i modi attraverso i quali le amministrazioni deputate (Comuni e Comunità Montane in testa) intendono consentire la conservazione di quelle specie e di quegli habitat che "siamo chiamati a proteggere" (... e questo è un imperativo al quale non possiamo sottrarci!). Solo allora potremo avanzare le richieste economiche per l'attuazione dei Piano di Gestione.

Un percorso abbastanza articolato ma che, anche se a fatica, muove finalmente i primi passi.

In un periodo storico di caos democratico e dalle vacue certezze, iniziare un percorso che ristabilisca regole, legalità e futuro ad un'area per troppo tempo ritenuta "marginale", a me personalmente, da uno slancio straordinario.

Spero vivamente, per quanto difficile possa apparire, dia impulso anche a tutte quelle persone di buona volontà, di onestà intellettuale e capace di prospettiva  di cui il nostro territorio continua ad avere un disperato bisogno.

Un caro saluto a tutta la comunità di Marsia.

Fabrizio Pietrosanti

 

 

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